Commedia filosofica
Prima che finisca l'attesa

Siamo davvero ciò che raccontiamo di essere?
Una commedia che sceglie il luogo più semplice e forse più difficile da portare in scena, una sala d'attesa. Uno spazio apparentemente neutro, dove non accade nulla, e proprio per questo può accadere tutto.
Con una scrittura che intreccia ironia, riflessione filosofica e osservazione sociologica, la pièce trasforma una banale conversazione in un'indagine sull'essere umano. Le parole dei protagonisti diventano piccole crepe attraverso cui emergono contraddizioni, paure, desideri e illusioni collettive.
Il tempo dell'attesa diventa metafora della condizione contemporanea laddove tutti aspettiamo qualcosa, una risposta, un riconoscimento, una conferma o forse semplicemente il momento in cui riusciremo a capire chi siamo.
Una commedia che sorride delle nostre fragilità senza mai giudicarle, perché dietro ogni personaggio c'è un pezzo di noi. E alla fine lo spettatore scopre che quella sala d'attesa non è un luogo lontano ma il mondo in cui ogni giorno siamo seduti, aspettando il nostro turno.
Un teatro dell'umano, dove la risata apre la porta alla domanda più difficile: siamo davvero ciò che raccontiamo di essere?
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