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Commedia filosofico-satirica

La Conferenza

Copertina disegnata per La Conferenza

Quanto di ciò che chiamiamo «io» è davvero nostro, e quanto è soltanto ciò che ci hanno insegnato a essere?

La Conferenza nasce da una domanda sul patriarcato, ma finisce per interrogare qualcosa di molto più antico: il nostro bisogno di chiamare naturale ciò che abbiamo semplicemente imparato, tradizione ciò che abbiamo deciso di conservare, verità ciò che ci fa sentire al sicuro.

Il Generale è il protagonista di questa illusione. Crede di difendere un ordine, ma scopre di difendere soprattutto la propria identità. Le sue fonti vengono smontate, le sue certezze contraddette, la sua storia si rivela una costruzione. Eppure, non cambia idea. Ed è proprio qui che la commedia smette di essere soltanto satira e diventa filosofia. Perché avere torto non significa necessariamente smettere di credere.

A volte una convinzione non sopravvive perché è vera. Sopravvive perché abbiamo bisogno che lo sia. Qui il Generale viene sconfitto nella discussione, ma non nella sua fede. Esce di scena con la stessa ostinazione con cui era entrato.

E allora resta una domanda, forse la più scomoda: quanto di ciò che chiamiamo «io» è davvero nostro e quanto è soltanto il risultato di ciò che ci hanno insegnato a essere?

Personaggi

  • IL GENERALE VITTORIO MALASPINA — Sessantacinque anni. Militare di carriera. Crede nell'ordine, nella disciplina e soprattutto nelle cose che non ha mai dovuto mettere in discussione.
  • IL PROFESSOR ETTORE GUERRINI — Settanta anni. Storico dell'antichità, filologo classico. Conosce troppi morti per sopportare che vengano utilizzati come testimoni a favore dei vivi.
  • IL PROFESSOR BENEDETTO SERRA — Cinquantacinque anni. Professore di filosofia morale e politica. Parla lentamente, soprattutto quando gli altri hanno fretta.
  • LA DOTTORESSA CLARA MONTI — Quarantacinque anni. Sociologa e studiosa dei rapporti di genere. Non vuole convincere il Generale. Vuole soltanto fargli scoprire che molte delle sue certezze hanno bisogno di lui più di quanto lui abbia bisogno di loro.
  • MARTA SERENI — Quaranta anni. Moderatrice. Non è una studiosa. È proprio per questo che, spesso, capisce prima degli altri.

Avere torto non significa smettere di credere. Una convinzione a volte sopravvive non perché è vera, ma perché abbiamo bisogno che lo sia.

Portarla in scena

Il copione non è scaricabile. Per leggerlo, per una lettura scenica o per una produzione, si scrive all'autore.

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